Castel Maggiore

Castel Maggiore

1943 | 1945

Scheda

Castel Maggiore
Il Comune di Castel Maggiore si estende su una superficie di circa 31 mila ettari nell’alta e media pianura bolognese, dalla riva destra del Reno fino al Savena Abbandonato. Nel complesso l’immagine di questo territorio appare fortemente condizionata dalla vicinanza alla città, con le rigide geometrie dei moderni insediamenti residenziali e delle zone industriali che si contrappongono ad una campagna nella quale sopravvivono ancora aspetti naturali ed elementi del paesaggio che sono espressione delle trasformazioni avvenute nel corso dei secoli. Oltre al Capoluogo, le frazioni sono Trebbo di Reno, Primo Maggio, Sabbiuno, Castello, Torreverde, Boschetto, Castiglia, Osteria del Gallo. Il Comune di Castel Maggiore, così denominato con decreto dello Stato Pontificio del 1818, vide la luce in piena epoca napoleonica, nel 1802 con la denominazione di Castagnolo Maggiore. La sua storia è però più antica, risente dell'influenza di centri maggiori, come del resto i Comuni che oggi sorgono intorno a Bologna. Andando a spulciare fra antichi reperti, trovati a volte casualmente, con l'aratro anziché con strumenti più consoni a un archeologo, si risale alle origini romane dei primi secoli dell'Impero o ai Galli Boi che, pare, vi risiedessero prima degli stessi Romani. Dopo la caduta dell'Impero, la zona divenne teatro di guerre: vide gli eserciti di Odoacre, conobbe le guerre gotiche, sperimentò fame, peste, epidemie di ogni genere. Divenuta terra bizantina, dall'VIII secolo passò sotto il dominio degli Arcivescovi di Ravenna, assisté al passaggio dei Longobardi e a quello dei Franchi. Nel X secolo sperimentò le angherie degli Ungari mantenendo poi, una volta inserita nella cosiddetta Romania, usi e costumi latini. Nel Medioevo la comunità di Castagnolo e quelle limitrofe di Bondanello, Sabbiuno, Saliceto, Ronchi di Corticella e Trebbo già occupavano un territorio i cui confini coincidono con quelli dell'attuale comune. Dal XIII secolo iniziò una nuova fase per la storia di Castagnolo, alla rete stradale infatti si affiancò la più importante idrovia tra Bologna e Ferrara: il canale Navile, ponendo le basi per una profonda trasformazione dell'economia del territorio e per un insediamento artigianale, che prese il nome di Molini Nuovi, che, nel 1519, era composto da un mulino, un'osteria e un piccolo borghetto. All'inizio del 1800 il borgo dei Molini Nuovi divenne un borgo industriale arricchito dal Palazzo della famiglia Pizzardi. In tale epoca Castagnolo Maggiore assunse il nome di Castel Maggiore, per volere della stessa famiglia nobiliare. Progressivamente la vocazione portuale lasciò il posto a scambi commerciali per la città utilizzando nuovamente la rete stradale; la zona confermò inoltre l'avanzamento dell'industrializzazione con l'edificazione di una nuova officina "meccanica e fusoria" all'avanguardia nella costruzione di macchine utensili. Tale officina, alla fine dell'Ottocento, si era specializzata nella produzione di macchine agricole e utensili, di fusioni artistiche e, per la prima volta in Italia, di frigoriferi. Con la progressiva diminuzione di traffici sul Navile e la successiva costruzione della ferrovia Bologna - Ferrara (1862), Castello cominciò a perdere lentamente d'importanza a vantaggio del nucleo sviluppatosi nel frattempo a ridosso della via Galliera. Durante la seconda guerra mondiale Castel Maggiore è stato teatro di importanti episodi della lotta antifascista e della guerra partigiana, pagando un grave contributo di sangue. A Bondanello venne bruciata la casa dei Guernelli, una famiglia di mezzadri, venne ucciso il capofamiglia, due suoi figli e tre sfollati; alla Biscia venne fatto saltare in aria un caseggiato e sette persone vennero fucilate sulle macerie; a Sabbiuno, il 14 ottobre 1944, vennero uccisi ventisette uomini e sei donne. Castel Maggiore, a causa della sua posizione strategica, della presenza di un’importante stazione ferroviaria e della Caserma del Genio, fu uno dei territori più colpiti dai bombardamenti alleati. Alla fine del conflitto le case erano quasi del tutto distrutte, il centro abitato si presentava come un insieme di macerie. Le scuole erano in rovina e venivano utilizzate come alloggio per le truppe alleate, anche il cimitero aveva subito un pesante bombardamento. Il 14 aprile 1946 si insediò il primo Consiglio comunale eletto a suffragio universale maschile e femminile. Quella generazione fu protagonista della ricostruzione del paese.

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Multimedia
L'Armistizio a Castel Maggiore
L'Armistizio a Castel Maggiore

Intervista a Carlo Garulli - Sindaco di Castel Maggiore dal 1956 al 1970

Eccidio di Bondanello
Eccidio di Bondanello

Intervista a Carlo Garulli - Sindaco di Castel Maggiore dal 1956 al 1970

Eccidio di Sabbiuno in Piano
Eccidio di Sabbiuno in Piano

Intervista a Carlo Garulli - Sindaco di Castel Maggiore dal 1956 al 1970

Documenti
Castel Maggiore 1943-45
Tipo: PDF Dimensione: 3.44 Mb
documenti e testimonianze della lotta contro il nazifascismo - a cura di Roberto Fregna, edito da A.P.E. Bologna 1974
Antifascismo e lotta di Liberazione
Tipo: PDF Dimensione: 17.01 Mb

Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel bolognese Comune per Comune, Bologna, ANPI, 1998

Memoria di Genuzio Bentini (In)
Tipo: PDF Dimensione: 6.44 Mb

In Memoria di Genuzio Bentini. Fascicolo edito dal Comitato nazionale per le onoranze di Genuzio bentini, Bologna, S.T.E.B., 25 giugno 1950