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Monte Zugna

Fronte militare

Schede

Il monte Zugna - mt. 1865 - è situato nel Trentino meridionale, fa parte di una dorsale che inizia a Rovereto e, con andamento verso sud, si unisce, attraverso cima Zugna, Coni Zugna, cima Salvata, passo Buole, cima Mezzana, al gruppo del Carega, dividendo la Val Lagarina dalla Vallarsa.
Nel 1906 per la sua vicinanza al confine di stato tra il Regno d'Italia e l'Impero Austro Ungarico, il monte Zugna fu interessato dalla costruzione di moderne opere di difesa militare volute e dirette dal feldmaresciallo Conrad.
Nel 1914, lo scoppio della guerra e lo spostamento di ingenti forze austriache sul fronte balcanico e orientale, bloccava ulteriori lavori di rafforzamento. Alla dichiarazione di guerra dell'Italia, nel 1915, tali opere dovevano perciò essere abbandonate, consentendo alla 1a armata italiana di occupare con relativa facilità la zona, spingendosi sino alle porte di Rovereto con la brigata Mantova.
Immediatamente da parte italiana venivano intrapresi lavori per la sistemazione di batterie di cannoni da 149 mm attorno alla cima della Zugna, mentre la vicina piramide rocciosa dei Coni di Zugna (mt.1772) serviva da base per una stazione eliografica.
Il 19 maggio 1916 tutta la zona era investita dall’offensiva austriaca chiamata "Strafexspedition". Alla sua conclusione, nel giugno successivo, la nuova prima linea andava dalla località chiamata Zugna Torta (mt.1237), sulla strada militare Rovereto - cima Zugna, al forte austriaco Pozzacchio in Vallarsa. La situazione rimarrà stabile sino alla fine della guerra, contando però vari tentativi da entrambe le parti di migliorare le rispettive posizioni con attacchi di grosso spessore. Uno di questi fu il tentativo italiano, effettuato il 23 maggio 1918, di conquista delle posizioni della "foraora" (mt.1375), che in caso di successo avrebbe costretto gli austriaci all'abbandono del caposaldo di Zugna Torta.
Col toponimo "foraora" si indicava un tratto di costone di circa 600 mt. in falsopiano che gli austriaci, in due anni di permanenza, avevano blindato con numerose trincee e gallerie su più piani; l'attacco italiano prevedeva una azione frontale contro le posizione avversarie della "foraora" ed un aggiramento da parte di un battaglione di arditi con puntata sulle posizioni basse di quota 900 per bloccare le riserve nemiche.
Il 23 maggio iniziava l'azione: le batterie di cannoni italiani in linea sulla Zugna e sul Baldo, spararono complessivamente 37.000 proiettili di cui 3.000 a gas su un tratto di fronte inferiore ai 4 chilometri; l'attacco delle fanterie italiane si infranse però contro le intatte difese austriache e dovette subire il fuoco di sbarramento degli obici da 305 della piazzaforte di Rovereto e delle batterie in linea dal monte Biaena al Pasubio. A sera i nostri reparti tornavano alle trincee di partenza, lamentando la perdita di 453 soldati rimasti nella terra di nessuno.
Il 2 novembre 1918 la 1a armata riceveva l’ordine di portare un attacco deciso su Rovereto per aprire la strada verso Trento; alle 18,40 il 29° reparto d'assalto (lo stesso del fallito attacco alla "foraora”) entrava nel paese di Marco e poi, alle 20,45, a Rovereto. Alle 15,15 del 3 novembre uno squadrone di Cavalleggeri Alessandria, lanciato all'inseguimento degli austriaci in ritirata, entrava in Trento.
"Quando arriva sulla Zugna la primavera
sparisce la neve, i prati riacquistano colore,
sulle tombe dei soldati che son morti in guerra
tra l'erba spunta sempre qualche fiore…"
Antonio Bruschetti, Ombre
Paolo Antolini