Monumento a Luigi Galvani

Monumento a Luigi Galvani

1879

Scheda

Il monumento dedicato a Luigi Galvani fu realizzato dallo scultore Adalberto Cencetti (Roma, 20 giugno 1847 – ivi, 4 novembre 1907) e venne inaugurato il 9 novembre 1879. Collocato nella omonima piazza di fronte alla Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, venne definito dal giornale "La Patria" il "primo monumento civile di Bologna". La sua realizzazione fu seguita attentamente dai bolognesi, in quanto affidato ad un artista 'forestiero': al concorso per la sua esecuzione avevano partecipato diversi artisti locali che non erano riusciti ad aggiudicarsi questa importante opportunità. Per la parte tecnica Cencetti si affidò all'azienda bolognese di lavorazione del marmo 'Davide Venturi & Figlio'. Similmente alle altre città italiane, anche a Bologna dopo l'Unità d'Italia si assiste alla collocazione di monumenti emblematici della storia locale e nazionale. Al Galvani seguiranno quelli al Conte di Cavour, Ugo Bassi, Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi, all'8 agosto 1848 ecc.

Il Monumento viene così descritto ne "L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA" del 9 Novembre 1879:

Oggi si inaugura la statua eretta a Luigi Galvani dà suoi concittadini bolognesi nella piazza detta del Pavaglione, ora piazza Galvani. La statua, della quale l'Illustrazione offre ai suoi lettori il disegno, è opera dello scultore Adalberto Cencetti romano. Quando per pubblica sottoscrizione fu raccolta quasi tutta la somma necessaria alla statua e fu aperto il concorso, vale a dire cinque anni sono, il Cencetti faceva i primi passi nella via spinosa dell'arte. Come Ercole Rosa, anche il Cencetti aveva imparato a modellare studiando ora molto ora poco, e secondo la propria inclinazione piuttosto che seguendo i precetti di un artista provetto, perchè la dura necessitas lo obbligava a lavorare contemporaneamente il marmo per gli altri, tanto per andare avanti. Pure si sentì ispirato e modellò il suo bozzetto; lo modellò anzi in quella stessa stanzetta del sesto piano del palazzo Poli nella quale più tardi Paolo Costa modellava il bozzetto della sua statua colossale di Vittorio Emanuele.

A Bologna il Cencetti non aveva né raccomandazioni né conoscenze: pare, siccome molte volte il vero merito la vince anche nei concorsi, il bozzetto del Cencetti fu scelto non solo, ma lodato ed encomiato molto dagli artisti che erano stati prescelti per giudicare. Ma la prova non era finita, e quando la commissione era stata appena data al giovane artista, sui giornali di Bologna si suscitò una viva polemica intorno al concetto espresso dal Cencetti nella sua statua. Dicevano gli oppositori che, rappresentando Luigi Galvani nell'atto in cui scopre per la prima volta i movimenti impressi sul corpo morto di una rana da un arco composto di rame e zinco, non era colto il momento saliente della sua vita scientifica, non era ben dimostrata la ragione per la quale si innalzava un monumento al celebre scienziato. Questi oppositori trovarono però chi non si lasciò persuadere da sì speciosi argomenti, e se il Cencetti fu attaccato da una parte della stampa fu difeso validamente dall'altra, e la Commissione incaricata di sovraintendere all'erezione del monumento, dopo avere un po' pencolato, finì per approvare definitivamente il primo concetto. E fece benone perchè la statua di Cencetti è davvero una buona statua e la prima maraviglia di chi si accorge di un naturale fenomeno inaspettato vi è espressa felicemente. La figura colossale è modellata con un fare largo e simpatico ed il marmo è lavorato con robustezza e senza leccature, qual si conviene ad un'opera d'arte destinata a stare all'aria aperta e ad esser vista tanto alla luce di sera che a quella di giorno. Da ogni parte la si guardi, e questo era il difficile, la figura del Galvani presenta una massa omogenea, una linea simpatica: insomma Bologna ha proprio ragione d'esser contenta di questo ornamento della più frequentata delle sue piazze.

Il Cencetti modellò la statua in uno studio che apparteneva prima alla pittrice signora Jerichau; l'andò a scolpire a piazza Barberini in certi studi dove una volta ha lavorato anche il Tenerani. Per ottenere la rassomiglianza più perfetta che si potesse ha fatte tutte le ricerche possibili ed ha trovato ritratti del Galvani fatti dal vero. Un giorno avendo incontrato per caso un canonico che rassomigliava come due gocciole d'acqua al suo Galvani, cominciò a pedinarlo e non fu contento finché non arrivò a conoscerlo ed a pregarlo di volergli far da modello per due o tre sedute. Il buon sacerdote, da prima un po' spaventato, finì coll'acconsentire di buon grado, forse pensando che era opera meritoria concorrere all'erezione di un monumento a chi aveva perduto la cattedra per non voler prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica Cisalpina.

Il Cencetti, che ha terminato la statua già da otto o dieci mesi, ha condotto a termine anche parecchi altri lavori, frà quali molti ritratti e due busti veramente belli e che a Parigi piacquero molto e furono comprati, e l'Illustrazione riprodusse allora nelle sue colonne. Rappresentano un vecchio ed una ragazza: questa invita quello con un sorriso procace, quello ne gongola tutto e proprio ci gode: Una copia di questi due busti in terra cotta fu acquistata anche dal giovane Duca Torlonia alla esposizione permanente del Circolo artistico internazionale. Ora il Cencetti sta lavorando intorno ad un'altr'opera importante che figurerà probabilmente alla prossima esposizione di Torino.

Trascrizione a cura di Lorena Barchetti.

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