La Schiava

La Schiava

1867 ca.

Scheda

Cesare Masini nel 1867 ricorda come il gesso di Carlo Monari (1831 - 1918) rappresentante La schiava o L'esclave era stato incluso, su scelta del conte Giovanni Malvezzi de' Medici, tra le opere d'arte acquistate dal Re col suo privato peculio ad ornamento della sua villa di S. Michele in Bosco. Il prezzo d'acquisto fu di 665 lire. Successivamente un'altra scultura, con lo stesso titolo, viene esposta nel 1867 a Parigi. Al 1872 risale la vendita di un esemplare al cavaliere Neri Baraldi per una somma di 2000 lire. La fotografia del Fondo Belluzzi del Museo del Risorgimento documenta uno dei capolavori dello scultore, dove l'esibizione virtuosistica è volta a simboleggiare l'Italia ancora legata alle catene della schiavitù. Altri artisti avevano già trattato temi in cui la rappresentazione di un turbamento, di un dolore, celava significati politici. Salvino Salvini, attivo a lungo a Bologna, realizza nel 1852 La figlia di Sion, cui la versione di Monari è in parte debitrice, e che viene descritta dai contemporanei come incaricata di esprimere la schiavitù dell’Italia. Altri due esempi da citare sono Lorenzo Bartolini nella sua Inconsolabile e successivamente Vincenzo Vela con l'Italia desolata o Desolazione. Quest'ultima viene esposta a Brera nel 1861 e una versione datata 1875 è collocata nella cappella Gregorini - Bingham della Certosa bolognese.

Roberto Martorelli

Bibliografia: R. Martorelli, Cento anni di scultura bolognese. L’album fotografico Belluzzi e le sculture del Museo civico del Risorgimento, numero monografico de “Bollettino del Museo del Risorgimento”, LIII, 2008

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