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Fanteria - 39° e 40° reggimento, brigata Bologna

Schede

La Brigata Bologna viene schierata ai margini dell'altipiano carsico tra i paesi di Fogliano e Redipuglia a metà del giugno 1915. Il 22 giugno, I° Battaglia dell'Isonzo, oltrepassa il canale Dottori e occupa Fogliano, e prosegue poi l'avanzata verso le località Castenuovo e Castelvecchio, ostacolata dal tiro dell'artiglieria e dai campi di mine che l'avversario ha preparato a difesa delle sue posizioni. Preso Castelnuovo, il 40° cerca di allargare, senza successo, l'occupazione verso il paese di San Martino del Carso, mentre il 39° consolida il terreno conquistato. Ripresi gli scontri con la II° Battaglia dell'Isonzo (18 luglio - 3 agosto 1915), la Brigata concorre con altre forze all'attacco al Bosco Cappuccio con obiettivo la rottura del fronte presso San Martino del Carso per arrivare sul rovescio del monte San Michele, vera chiave di volta di tutta la difesa austriaca del pianoro carsico. La manovra ha solo parziale successo, le pesanti perdite subite dalla Bologna costringono il comando italiano ad inviarla a riposo. Fino ad ottobre i reparti dei due reggimenti si alternano a presidio delle posizioni conquistate. Iniziata la III° Battaglia dell'Isonzo (18 ottobre - 4 novembre 1915), gli uomini della Brigata conquistano alla baionetta alcune posizioni verso Doberdò, fermandosi alla fine contro le difese intatte della cosiddetta "trincea dei morti" che gli austriaci difendevano ad oltranza. Dopo un turno di riposo, i battaglioni si schierano contro il caposaldo austriaco del Sei Busi e durante la IV° Battaglia dell'Isonzo (10 novembre - 2 dicembre 1915), si impegnano in azioni dimostrative d'aiuto alle Brigate che attaccano il Monte San Michele. Rallentate le ostilità sul Carso per le avverse condizioni atmosferiche, il 25 gennaio 1916 la Brigata si trasferisce nel settore della 1a Armata, dislocando le sue forze tra il passo del Tonale e la Val Chiese (Adamello); unico avvenimento di rilievo la battaglia dell'8 agosto per respingere un tentativo di infiltrazione nemica all'altezza della sella del Tonale. A metà dicembre, sostituita nelle sue posizioni dalla Brigata Marche, la Bologna ritorna in Carso, occupando le posizioni alla quota 126 del Volkonjak; a marzo sostituisce la Brigata Re nel settore Oppacchiasella-Castagnevizza, poi la Brigata Lombardia tra Castagnevizza e Hudi Log. A metà di maggio il Comando Supremo Italiano lancia la X° Battaglia dell'Isonzo (12 - 28 maggio 1917).
La massa principale d'attacco opera contro il caposaldo dell'Hermada, mentre l'ala nord deve tentarne l'aggiramento. La Bologna il giorno 23 attacca frontalmente le difese nemiche di Hudi Log, conquistandole e superandole sullo slancio. Nella notte un contrattacco austriaco costringe al ritiro le truppe laterali, la Brigata si trova così isolata ed in parte accerchiata. Dopo un giorno di accaniti combattimenti alla baionetta riesce lo sganciamento ed il rientro nelle trincee di partenza: sul campo restano oltre 1000 soldati.
Ricostituita negli effettivi, all'inizio della XI° Battaglia dell'Isonzo (17 - 31 agosto 1917) la Brigata è ancora in linea davanti ad Hudi Log, con gli stessi ordini: superare le linee nemiche e puntare allo sfondamento tra le località di Voiscizza e Brestovizza per aggirare l'Hermada. A prezzo di enormi sacrifici vengono conquistate alcune trincee nemiche tra Castagnevizza, Korite, Selo e Komarie, ma l'obiettivo di aggiramento dell'Hermada non riesce. A nord di Gorizia, la conquista di gran parte del pianoro della Bainsizza operata dalle truppe della 2a Armata porta la minaccia al Vallone di Chiapovano, importantissima via di rifornimento delle piazzeforti di Tolmino e Plezzo. A sostegno degli austriaci i tedeschi mandano le loro truppe migliori: si prepara la nostra Caporetto.
Il 24 ottobre 1917 alle 2 del mattino 15 divisioni miste austro-tedesche attaccano nella conca di Plezzo e Tolmino la nostra 2a armata: inizia la XII° battaglia dell'Isonzo (24 ottobre - 10 novembre 1917). Un primo tentativo non riuscito di arresto viene operato sul Tagliamento; Cadorna ordina allora la ritirata al Piave, a rallentare l'avanzata nemica rimane il Corpo Speciale di retroguardia del generale Di Giorgio. La Brigata Bologna si dispiega a protezione dei ponti Pinzano sul monte Ragogna, sponda sinistra del Tagliamento. Su quelle posizioni la Brigata resiste eroicamente fino al 1 novembre, poi i superstiti, 800 uomini in tutto, ripassano il fiume e raggiungono il Piave. Fino alla fine di gennaio del 1918 rimane a riposo, entrando poi di nuovo in linea nel settore del Monte Grappa.
Il 15 giugno, Battaglia del Solstizio, la Bologna è inquadrata nella 8a Armata sul Montello. L'improvviso scatenarsi dell'offensiva nemica proprio in quella zona considerata secondaria, coglie di sorpresa le nostre truppe che sono costrette a cedere terreno. Fino al 23 giugno i combattimenti si susseguono con alterna fortuna, poi alle truppe italiane riesce di rioccupare tutto il Montello; la Brigata Bologna respinge il nemico sulla sponda opposta del Piave. Dopo il turno di riposo è di nuovo in linea sul Grappa. Il 24 ottobre 1918, Battaglia di Vittorio Veneto, la Bologna agisce con le truppe della 4a Armata con obiettivo lo sfondamento nel settore Primolano-Feltre per separare le masse nemiche del Trentino da quelle sul Piave. Dopo i primi giorni di accanita resistenza, l'avversario inizia a cedere terreno, e il 31 ottobre la Brigata entra in Feltre liberata, dove attende la fine della guerra.
Alle Bandiere di guerra dei reggimenti della Brigata Bologna vengono concesse la Medaglia d'Argento per i combattimenti del 1915 sul Carso contro Castelnuovo e la Medaglia di Bronzo per gli attacchi contro Hudi Log nel 1917.


Paolo Antolini