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Fanteria - 21° e 22° reggimento, brigata Cremona

Schede

La Brigata riunisce i battaglioni 21° Fanteria, di stanza a La Spezia, e 22° Fanteria, di stanza a Pisa.

Anno 1915
La Brigata, affidata al comando della 16a divisione, è dislocata dal luglio nel settore di Monfalcone. Impegnata nella III battaglia dell'Isonzo, il 21 ottobre prende quota 85 occupando anche parte delle trincee di quota 77: l'artiglieria e la violenza della controffensiva austriaca costringono però gli uomini della "Cremona" ad arretrare verso le loro posizioni di partenza. A fine mese i soldati vengono dislocati a riposo presso Palazzatto.
A seguito della nuova offensiva italiana (IV battaglia dell'Isonzo, protrattasi dal 10 novembre al 2 dicembre) la Brigata, ora alle dipendenze della 14a divisione, partendo dalle sue posizioni nel settore di Castelnuovo riesce ad avere ragione del sistema di trincee della Sella di San Martino.
A metà dicembre è richiamata quindi ad Aquileia, nuovamente sotto il comando della 16a divisione.

Anno 1916
Dalla fine di aprile, dopo un periodo trascorso nelle trincee del Monte Sei Busi e delle Cave di Selz, la Brigata torna ad operare nella zona di Monfalcone: alle viste vi è la Strafexpedition voluta dal Capo di Stato maggiore austriaco Conrad von Hötzendorf. Il 15 maggio gli uomini della "Cremona" riescono a ricacciare il nemico dalle posizioni che aveva conquistato presso Adria e tra quota 93 e la ferrovia. Nel successivo mese di giugno continuano le azioni che mirano alla ripresa delle posizioni occupate dagli austriaci: il 28 la Brigata riconquista la trincea cosiddetta del «Tamburo», in collaborazione con i soldati della "Napoli". Le operazioni proseguono sino all'inizio del luglio, con gravi perdite per la "Cremona" che, il 9, è fatta riordinare presso le località di Staranzano e Begliano.
Al suo rientro in linea la Brigata è dislocata presso Vermegliano (nei pressi di Ronchi): da lì prende parte alla VI battaglia dell'Isonzo, nella quale si prodiga in diverse azioni dimostrative. Dopo la presa di Gorizia e del Monte San Michele, la "Cremona" insegue gli austriaci sino ai suoi trinceramenti del Debeli (a sud del lago di Doberdò), da loro poi abbandonati il 12 agosto.
A metà del mese successivo, in occasione della VII battaglia dell'Isonzo, gli uomini della Brigata – agli ordini della 14a divisione – si rendono protagonisti della vittoriosa quanto sanguinosissima offensiva che porta alla presa di quota 144 e del suo versante settentrionale. Dopo tre giorni di violenti combattimenti, è sostituita in linea, ma dopo un mese di riordino trascorso nei pressi di Aquileia, la "Cremona" viene nuovamente dislocata, in vista di un imminente attacco italiano, nel settore compreso tra le quote 144 e 208 sud.
La IX battaglia dell'Isonzo (1-4 novembre) vede gli uomini del 21° reggimento operare fra il lago di Doberdò e Jamiano: nel primo giorno di combattimenti conquistano i trinceramenti austriaci, facendo prigionieri un centinaio di nemici, e nei due giorni successivi resistono alla controffensiva nemica rafforzando le loro posizioni. A metà dicembre, la "Cremona" è di riposo tra Aquileia e Palazzatto.

Anno 1917
Nel marzo gli uomini della Brigata, ora alle dipendenze della 30a divisione, vengono tradotti in linea sull'Altipiano di Asiago, all'altezza di Cesuna. Il 10 giugno i due reggimenti sono impegnati nella parte più meridionale del fronte d'attacco per la presa del Monte Ortigara: loro obiettivo è la conquista del Monte Rasta, ma le ripetute sortite non hanno alcun tipo di effetto.
Nell'agosto la Brigata è tradotta, sotto il comando del XIV Corpo d'Armata, a Gradno e poi, tornata a disposizione della 3a divisione, viene lanciata all'attacco delle quote 878 e 800 nel contesto dell'XI battaglia dell'Isonzo, il cui scopo è la conquista dell'Altipiano della Bainsizza.
Da metà ottobre la "Cremona" è dislocata nel settore di Podlaka, ma il lancio dell'offensiva austriaca, che dal 24 comprende tutto il fronte isontino, la costringe dopo poco a retrocedere: il 30 ottobre, a ranghi sensibilmente ridotti a causa dell'asprezza del ripiegamento, la truppa raggiunge Aurava, per poi schierarsi due giorni dopo sulla destra del Tagliamento. Il 5 novembre è sul Livenza, presso il ponte del Rasego, e l'indomani alla destra dello stesso, nella zona di San Cassiano e Portobuffolé. Tre giorni dopo sono quindi oltre il Piave.
A Vedelago la Brigata riceve l'ordine di sciogliersi e fondere i suoi reparti con la Brigata "Tortona" (257°-258° reggimento), ma il Comando Supremo impose poi il mantenimento per la truppa in formazione del nominativo originario.

Anno 1918
Ad inizio anno la Brigata è impegnata nella riconquista del Monte Asolone: la vetta viene contesa per alcuni giorni al nemico, ma l'impeto della controffensiva austriaca costringe il 22°, dopo una strenua resistenza, a ripiegare sulle sue posizioni.
Schierata quindi dalla fine di gennaio nel settore del Monte Grappa, nel giugno la Brigata è investita in pieno dall'ultima grande offensiva nemica, lanciata il 15 giugno: il suo organico risulta quasi completamente annientato.
Rimasta dislocata in questo settore, nella decisiva battaglia di Vittorio Veneto la Brigata è chiamata a prendere parte all'attacco lanciato contro il Monte Pertica: tre giorni di ardui scontri portano alla presa dello sperone compreso tra le quote 1549 e 1551, ma le gravi perdite subìte impongono il ritorno della "Cremona" su posizioni di seconda linea, presso le quali permane fino all'armistizio.

Andrea Spicciarelli

FONTE: Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Vol. II, Roma, Libreria dello Stato 1925, pp. 29-35