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Fanteria - 137° e 138° reggimento, brigata Barletta

Schede

Costituita nel marzo 1915 con battaglioni del 14° e 29° Fanteria.

Anno 1915
Destinata alla 31a divisione, la Brigata raggiunge nella prima metà di luglio la zona compresa tra Lonato e Desenzano (nel Bresciano), dove trascorre un periodo di esercitazioni; dunque, nella seconda metà del mese, è inviata sul Carso tra Ruda e Sant'Andrea.
Dopo un iniziale invio del solo 137° reggimento, tutta la “Barletta” è per la fine di agosto tradotta nel settore di Monte Sei Busi, assumendone la difesa.
Ad inizio novembre, dopo un periodo di riposo, i reggimenti sono trasferiti nuovamente a Redipuglia: il 138° è in prima linea verso quota 100, il 137° è invece di riserva presso Turriaco. Sostituiti in linea all'inizio del mese successivo, le truppe sostano tra Ajello e Perteole (nel Friuli) fino al 30 dicembre.

Anno 1916
Sino alla seconda metà del maggio, la Brigata è impegnata nelle consuete posizioni tra Redipuglia e Polazzo. Ritratta quindi dal fronte, gli uomini sono inviati ad Enego (nell'Altipiano dei Sette Comuni): l'8 giugno sono in prima linea nella zona tra il Monte Lisser e la Val Gàdena. A metà mese le truppe passano sotto il comando della 13a divisione, che le invia di riserva tra Monte Brustolae ed il passo della Forcellona: il 17 giugno sono quindi di appoggio agli uomini della “Milano” in un'azione contro il Roccolo Astoni ed il Monte Cimone di Tonezza. Nei tre giorni in cui dura l'azione, le gravi perdite subìte non trovano corrispondenza nei lievi vantaggi territoriali acquisiti: a cadere sono difatti 1920 soldati e 48 ufficiali. Passati alcuni giorni, e dopo aver sostituito le truppe in prima linea con quelle di rincalzo, la Brigata riprende l'azione: il 138° conquista dapprima il Roccolo Astoni, quindi quota 1778 e la selletta compresa tra le quote 1678 e 1664; il 137°, contestualmente, occupa quota 1518 tra il Cimone e il Monte Confinale, procedendo quindi sino a Monte Fiara conquistandone la cresta. Il 26 giugno la Brigata riceve l'ordine di puntare verso il Monte Zebio, riuscendo ad occupare però la sola Val di Nos, in cui fino all'inizio di luglio conduce azioni di pattugliamento.
Tra il luglio ed il settembre i reggimenti sono impegnati in un ciclo di esercitazioni, fino al loro invio – nella prima metà di ottobre – sulle falde di Bosco Cappuccio (fronte isontino): il 15 ottobre, quindi, le truppe sono di nuovo in linea sulla fronte Oppacchiasella-Lokvica.
Dopo un'intensa attività di pattuglia e rettifica del fronte, dal novembre la “Barletta” è protagonista della IX battaglia dell'Isonzo: raggiunte inizialmente le linee «Zero» e «Cava di Pietra Nord», il 2 novembre sono rafforzate le quote 285 e 229, ove sono catturati un numero considerevole di prigionieri, 4 cannoni ed un'ingente quantità di materiale da guerra. Dopo un periodo di riposo presso Sagrado (nel Goriziano), i due reggimenti tornano in linea nello stesso settore, ora però alle dipendenze della 22a divisione: essi alternano riposo e momenti operativi sino alla fine dell'anno, riuscendo anche a far avanzare leggermente la linea del fronte.

Anno 1917
Nella prima metà dell'anno, sino al maggio, la Brigata alterna turni in linea e periodi di riposo: non mancano però colpi di mano, caratteristici dell'attività aggressiva condotta dalla truppa. Impegnata quindi nel settore di Castagnevizza (sl. Kostanjevica), tra il 23 e il 24 maggio il 138° è protagonista di due sortite verso il locale saliente: i risultati sono nulli, ma la condotta tenuta dal reggimento è tale da meritare una citazione sul bollettino del Comando, Supremo nonché una speciale menzione nella motivazione alla medaglia d'argento concessa alla sua Bandiera dopo la fine della guerra.
Ritirata dalla linea, la Brigata è di nuovo operativa all'inizio di giugno, nei pressi di San Polo, alle dipendenze della 16a divisione. Dopo svariati spostamenti, nella prima metà di agosto essa è nuovamente impegnata nel settore di Kostanjevica: come nel maggio, anche in questo frangente l'impegno profuso e le perdite subìte non corrispondono ai nulli risultati conseguiti in combattimento.
Sul finire di ottobre la Brigata è coinvolta nella rotta della II Armata: alle dipendenze della 33a divisione, raggiunge il 31 la zona di Forgaria-Valeriano (nell'Udinese): qui diversi reparti vengono impegnati nella difesa delle teste di ponte di Ragogna e Pinzano. Il 1° novembre la gran parte dei reparti della Brigata assume la difesa della riva destra del Tagliamento, dalla confluenza del torrente Pontaiba fino al parallelo di Spilimbergo, ma già il 3 sono costretti a ripiegare: il 7 novembre sfuggono ad un accerchiamento nemico, mentre il 9 passano il Piave al ponte della Priula. La Brigata è quindi riunita nel suo complesso nei pressi di Ponterotto (nel Padovano), il 13 novembre.
Dopo una serie di ulteriori spostamenti, a metà del mese di dicembre gli uomini vengono dislocati nella zona compresa fra Gaianigo e San Pietro in Gù (sempre nel Padovano).

Anno 1918
Nella prima metà dell'anno, sino al lancio dell'ultima offensiva austriaca, la Brigata è tradotta in diversi settori del fronte: nel gennaio tocca la linea Monte Casonet-Monte Solarolo-Col dell'Orso.
Con l'inizio della Battaglia del Solstizio, la “Barletta” è inviata a Selva di Volpago (nel Trevigiano), da cui prosegue poi per il Montello: qui suoi bersagli sono le linee della «caponiera» e della «corda». Raggiunto il primo obbiettivo, le difficoltà incontrate nella successiva avanzata consigliano agli uomini di ripiegare sulle posizioni già acquisite. Sostituita in linea dalla “Lombardia”, la Brigata è quindi destinata in Albania: l'8 settembre i due reggimenti sbarcano a Valona, dove viene assegnato loro il compito di presidiare la linea di resistenza della Vojussa tra l'Adriatico e la confluenza con lo Shusciza. Dopo diversi trasferimenti, la notizia del cessate il fuoco raggiunge la truppa a Drascioviza.

Andrea Spicciarelli

FONTE: Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Vol. V, Roma, Libreria dello Stato 1927, pp. 327-333