Orsoni Arturo

Orsoni Arturo

16 Febbraio 1867 - 6 Luglio 1928

Note sintetiche

Scheda

Scultore di formazione accademica, Arturo Orsoni (Budrio 1867 - ivi, 1928) fu autore di opere sacre e di monumenti funerari che dal Verismo ottocentesco passano al gusto modernista. La sua carriera ebbe inizio precocemente, quando all’età di ventisei anni, concorre alla decorazione scultorea della scalinata della Montagnola a Bologna, per cui eseguì, nel 1895, il grande rilievo marmoreo raffigurante “La distruzione del castello di Galliera”. Orsoni fu un artista attivo anche nella propria città natale per la quale realizzò lo stemma della città di Budrio: l’araldo posto su un leone marmoreo poggiato sul capitello di una colonnetta ottagonale, è situato sullo scalone di accesso della sala del Consiglio del Palazzo Comunale. Nel 1910 intervenne all’interno della chiesa Santa Maria del Borgo e adornò la porta principale con una elegante cornice in cotto.

Dello scultore si conservano diverse opere collocate in alcune chiese bolognesi. Per esempio, all’interno della cattedrale di San Pietro ha realizzato un rilievo in marmo bianco raffigurante la Madonna del Popolo sormontante la città di Bologna e affiancata dai quattro santi protettori, mentre per il Battistero della chiesa della Santa Trinità ha realizzato una fonte battesimale; sono presenti, inoltre, altre opere all’interno del Sacro Cuore, di Santa Maria della Carità, di San Giovanni dei Celestini e San Giovanni in Monte. Sue sono anche diciannove statue nella Chiesa del Suffragio a Roma. Ad Orsoni viene attribuita anche la realizzazione del Monumento dei Caduti di San Giorgio di Piano; opera realizzata in bronzo, costituita da un basamento e una colonna in marmo sormontata dalla statua della Vittoria Alata. L’inaugurazione del monumento si tenne nel 1922, attualmente si trova all’interno del cimitero comunale solamente la colonna in marmo, perché nel 1941, la statua in bronzo venne rimossa per la requisizione del bronzo alla patria e di altri metalli necessari per produrre armamenti. Si è invece conservato il Monumento ai Caduti di Baricella, inaugurato nell’anno successivo, il 1923.

Orsoni eseguì anche una ventina di monumenti per la Certosa di Bologna, spaziando dal verismo ottocentesco - come nel caso della tomba Melloni situata nel Chiostro X - fino ad uno stile moderatamente liberty, come nella stele Poggi (1896). Nell’Angelo realizzato nel 1916 sul sarcofago della famiglia Nannetti, un’armoniosa modellazione delle vesti delinea il corpo di questa figura celeste. Al 1910 si data l’altorilevo per Alma Castaldini, che si può considerare tra le sue realizzazioni migliori. Un’esecuzione più aderente a canoni accademici si ritrova nella Pietà della cella Benni (1909) e in quella più tarda per la Cappella Sassoli - Zucchini (1923). Nel 1922, realizzò poi il rilievo per il monumento della famiglia Bormida, il quale viene anche descritto sul quotidiano bolognese “Il Resto del Carlino”.

Nei primi decenni del XX secolo, Orsoni iniziò a collaborare con la Ditta di marmisti Davide Venturi & Figlio in quanto, oltre a servirsi della ditta per la realizzazione dei suoi marmi, ebbe anche un ruolo attivo nell’azienda. E’ assai probabile che abbia compiuto proprio per i Venturi il soggiorno di lavoro in Sud America. Per l’azienda realizzò anche diversi modelli per sculture tra i quali l’Angelo Lucchetta, L’Angelo Ruffilli e L’Angelo Custode. La prima versione dell’Angelo Lucchetta fu realizzata per il cimitero di Padova agli inizi del Novecento e ne sono presenti due copie all’interno della Certosa, una nel Chiostro VII per la famiglia Torresan e una al Chiostro VI per la famiglia Pastore. Il modello dell’Angelo Ruffilli venne utilizzato per la realizzazione del monumento della famiglia Franco posto nel Chiostro VII, creato come copia del monumento eseguito per il cimitero di Pesaro. All’interno della Certosa di Bologna è presente un’altra copia dell’Angelo nel Campo Ospedali, mentre altre due versioni più piccole sono presenti a Copparo ed a Valencia. L’Angelo Custode è presente in Certosa con una derivazione più tarda e si trova all’interno del Chiostro VI per il monumento Poggi, mentre copie fedeli all’originale sono state individuate anche nel cimitero di Lugo, a San Pietro in Casale e al cimitero di Modena.

Giulia Gallerani

Bibliografia: G. S. Gentili, Arturo Orsoni - Commemorazione, La Grafica Emiliana, Bologna, senza data; G. Pesci (a cura di), La Certosa di Bologna. Immortalità della memoria, Bologna, Editrice Compositori 1998; Panzetta A., Nuovo dizionario degli scultori dell’Ottocento e del primo Novecento, Torino, Adarte 2003; Martorelli R. (a cura di), La Certosa di Bologna - Un libro aperto sulla storia, catalogo della mostra, Bologna, Tipografia Moderna, 2009; Buscaroli B., Martorelli R. (a cura di), Luce sulle tenebre: tesori preziosi e nascosti della Certosa di Bologna, catalogo della mostra, Bologna, Bononia University Press, 2010; articolo pubblicato su “Il Sangiorgese” n. 4 novembre 2008 dal titolo “La colonna spoglia di S. Giorgio di Piano” scritto da Fini A.; Degiovanni C., Martorelli R. (a cura di), Venturi, Tura, Sancilotto: 170 anni di lavorazione del marmo tra Bologna, Pietrasanta e Caracas, Bologna, 2011

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