Salta al contenuto principale Skip to footer content

Andrea Eligio Nicoli

22 novembre 1743 - 26 novembre 1807

Scheda

Nato il 22 novembre 1743 da Giovanni Antonio e Anna Gnudi (Carrati, Nascite, B 876, c. 89), Andrea Eligio Nicoli si laureò in Diritto civile e canonico nel 1762, nel 1767 fu aggregato al Collegio canonico e nel 1771 a quello dei Giudici (Diario 1796, pp. 122, 126). All’arrivo dei Francesi era prefetto di segnatura, e nel luglio 1796 fu nominato giudice del Tribunale d’appello nelle cause civili minori di scudi 500 («La Gazzetta di Bologna», 19 luglio 1796). Nel novembre dello stesso anno fu eletto fra i 42 senatori aggiunti, nonostante fosse un pubblico impiegato (Guidicini, I Riformatori, III, p. 124), e la sua nomina riscosse l’approvazione della parte più “rivoluzionaria” della popolazione: la satira che circolava sui neo-eletti senatori lo metteva fra i dieci da salvare « tamquam prudentes et sapientes ob rectum judicium illorum», assieme a Sebastiano Canterzani professore di Matematica, Giacomo Longhi possidente e stampatore, Pietro Bianchetti nobile, Lodovico Gotti notaio, Giovanni Battista Guastavillani nobile, Giuseppe Scarani nobile, Filippo Marsigli nobile, Domenico Bettini negoziante, Antonio Tarsizio Giusti notaio (Ungarelli, Il generale Bonaparte, pp. 251-252).

Fu professore di Diritto canonico dal 1776 al 1796, e nel novembre del 1800 ebbe la cattedra di Diritto civile, che tenne fino alla morte. Nel 1802 fece parte del Consiglio comunale (Guidicini, Diario, III, p. 11). Aveva sposato Francesca, figlia di Pellegrino Piana, che morì 34enne il 7 febbraio 1796 (Carrati, Defunti, B 923, c. 244), ed abitava in via San Felice al vecchio numero 66 (ora 14), in una casa che il padre Giovanni Antonio aveva ereditato nel 1748 (Guidicini, Cose Not., II, p. 111). Morì a 64 anni non ancora compiuti il 26 novembre 1807, per “umori retrocessi” (Foglio sepolcrale D 42 n. 3089; Diario 1800, pp. 50, 64, 84; Zecchi, II, n. 63; Mazzetti, Repertorio, p. 222; Simeoni, p. 246; Gasnault, p. 180). Gli appunti di Francesco Tognetti nel Fondo Biografie dell’Archiginnasio (cart. III, n. 13) lo ricordano “uomo integerrimo, erudito senza fasto e colto scrittore”.

Silvia Benati