Monumento Riguzzi

Monumento Riguzzi

1922

Scheda

Nel novembre del 1922 tra le nuove opere funerarie in Certosa quella che cattura maggiormente l'attenzione dei visitatori e della critica è il grande gruppo scultoreo eseguito da Silverio Montaguti per la famiglia Riguzzi. Il relativo posto sepolcrale, costituito da un'area di terreno per monumento e da una cappella sotterranea nel Campo Carducci, viene acquistato da Augusto Riguzzi il 28 aprile 1919 al prezzo di 5.000 lire. Il 9 luglio 1921 lo scultore consegna all'Ufficio di Edilità e Arte le fotografie del progetto per il monumento da collocarsi sulla sepoltura. Di questo studio rimangono i soli bozzetti in gesso delle singole statue.
Il monumento è costituito da un lineare corpo architettonico in granito rosa con tre figure simboliche in bronzo. Ai lati si trovano la personificazione del Lavoro e Mercurio mentre al centro, su un plinto cubico posto immediatamente innanzi alla struttura, si eleva una Maternità. Il valore religioso di quest'ultima, messo in secondo piano dal carattere simbolico dell'intera composizione, si modifica in valore laico, divenendo quindi emblema della fecondità ed espressione dell'avvicendarsi delle generazioni. La monumentale e robusta figura femminile che con il braccio destro regge sopra il suo capo un ampio drappo a formare una sorta di cupola protettiva ricalca modelli bistolfiani, tra i quali Il Sogno della Tomba Cairati-Vogt al Monumentale di Milano. Il panneggio che la avvolge, lasciandole scoperto il seno, prende volume sulla schiena mentre con ampie pieghe si adagia sul basamento che la supporta. La donna, forte e solenne nella sua posa, reclina il volto verso il bimbo che tiene in braccio. La compattezza volumetrica della Maternità si ammorbidisce nelle due sculture poste alle sue spalle, modellate classicamente ma con vividi accenti realistici. A destra si trova Mercurio raffigurato con il caduceo, le ali ai piedi e sul capo, allusive al petaso alato e ai talari suoi attributi secondo l'iconografia classica. Messaggero degli dei e accompagnatore delle anime all'Ade, era principalmente onorato dai popoli italici come dio del commercio e come tale viene figurato in quest'opera. Ai suoi piedi, su un fondo bronzeo è infatti modellata una prua avvolta da rami d'alloro, emblema del trionfo e conseguente arricchimento nei commerci. A sinistra è invece posto il Lavoro, rappresentato a petto nudo mentre impugna con la mano destra uno scalpello. Un'incudine e una sega circolare, plasmate come suoi attributi in secondo piano, sono coronate da rami di quercia che simboleggiano la solidità e il potere di elevazione spirituale dovuto al lavoro stesso. Le due figure che in segno di concordia si stringono per mano con le braccia tese sono speculari fra loro e ben delineate.
L'intera composizione, nonostante la forza descrittiva di tutte le sue parti, è dominata dalla statua della Maternità che con il suo voluminoso drappo cattura l'attenzione dell'osservatore e la indirizza sul proprio volto profondamente intento. Persino il bimbo, a protezione del quale la madre innalza l'ampio panno, passa in secondo piano sovrastato dall'imponenza volumetrica dell'insieme. Il risultato è tuttavia equilibrato e si presenta solenne e intenso nella Maternità, retorico nelle due figure laterali.

Federica Fabbro

The monument consists of a solid body in pink granite on which rests a bronze group formed by three allegorical figures. The composition is dominated by an imposing female statue representing Motherhood, not from a religious point of view but rather a secular one, symbolising fertility. With her right arm the woman raises a voluminous cloth that covers her head and falls onto her shoulders, while a soft robe covers the rest of the body, leaving uncovered only the breast. Her protective gaze is directed towards the child in her arms. The two lateral figures mirror each other, modelled in classic shapes but with marked realistic accents: Mercury on the right and Labour on the left. They are respectively identifiable by the caduceus and winged cap and shoes on the former, and the chisel in hand joined to the anvil and the circular saw of the latter. Mercury, however, is not depicted here as a messenger of the gods or ferryman of souls, but rather protector of businesses. The work includes the bow of a ship pictured at his feet, surrounded by laurel branches to symbolise enrichment in business through the nobility of work. The two figures shake hands as a sign of agreement.

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Il Campo Carducci nella Certosa di Bologna
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