Fate tutti il vostro dovere!

Fate tutti il vostro dovere!

1917

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La città rossa nella Grande Guerra

La città rossa nella Grande Guerra, 2010. La storia di Bologna durante il primo conflitto mondiale raccontata nel video di Alessandro Cavazza e Lorenzo Stanzani.

La Grande Guerra introdusse innovazioni terribili in campo bellico e, parallelamente, sul versante della comunicazione si assistette all’introduzione e all’uso di tecniche altrettanto nuove. Tutti i paesi coinvolti si trovarono infatti a fare i conti con una durata della guerra non prevista, e con la conseguente crescita esponenziale del fabbisogno economico, che causò una corsa al reperimento di fondi per la produzione bellica mai vista fino ad allora.
I governi occidentali, con felice intuizione, decisero di rivolgersi alle nuove tecniche di réclame che si andavano affermando da qualche decennio in campo commerciale. Si ricorse così alla pubblicità, veicolata da una parte in modo più tradizionale sui giornali, e dall’altra in modo più innovativo attraverso la diffusione capillare, anzi quasi invasiva del messaggio visivo trasmesso con manifesti affissi in ogni superficie libera dei muri cittadini, con le locandine esposte in ogni luogo affollato o di transito (banche, uffici, mezzi di trasporto, negozi…), con l’uso massiccio delle cartoline, da pochi decenni entrate nell’uso collettivo e che in quegli anni videro una vera esplosione anche attraverso la corrispondenza militare in franchigia, e con la produzione di opuscoli e libriccini distribuiti in milioni di copie non solo attraverso i consueti canali ma soprattutto attraverso le scuole.
I soggetti di questa ondata pubblicitaria, ossessivamente ripetuti in ogni tipologia, vennero affidati alla creatività dei migliori cartellonisti del tempo: artisti già affermati, coadiuvati da giovani promesse, crearono il volto iconografico della propaganda di guerra, e in massima parte saranno le stesse matite e gli stessi pennelli che segneranno il mondo della comunicazione commerciale e politica del ventennio successivo.
Vediamo così all’opera artisti quali Marcello Dudovich, Anselmo Bucci, Giovanni Capranesi, Mario Borgoni, Plinio Codognato, Enrico Della Leonessa (in arte Lionne), Basilio Cascella, Giovanni Greppi, Duilio Cambellotti, Giuseppe Russo (in arte Girus), Filiberto Scarpelli, Alfredo Ortelli, Ugo Finozzi, Aroldo Bonzagni, e tanti altri.
Achille Luciano Mauzan (Gap, Francia, 1883 - ivi, 1952) aveva già lavorato e lavorò anche in seguito per la pubblicità e per il cinema. Fu autore di celeberrimi cartelloni pubblicitari, e durante il conflitto lavorò intensivamente per lo Stato disegnando soggetti per diversi prestiti di guerra: sue sono infatti molte delle più note illustrazioni.
Con questo Fate tutti il vostro dovere, stampato a Milano dalla Ricordi nel 1917 per il IV Prestito Nazionale, propose un soggetto in quel tempo trasversale in molti i paesi. Sul modello del manifesto inglese disegnato da Alfred Leete nel 1914: Britons, I want you. Join your country’s army, che proponeva l’immagine del generale Lord Horatio Herbert Kitchener con baffoni e dito puntato a coinvolgere direttamente lo spettatore, e pressoché in contemporanea con lo ‘Zio Sam’ americano, ideato un secolo prima ma messo su carta per la prima volta proprio nel 1916 - 1917 da James Montgomery Flagg in vista dell’ingresso degli Stati Uniti d’America nel conflitto, Mauzan disegna un fante italiano con elmetto, tascapane, bandoliera e fucile che, sullo sfondo delle trincee e del profilo dei soldati in combattimento, invita i cittadini a collaborare economicamente alla guerra.

Mirtide Gavelli

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