Assistenza ai combattenti e ospedali di guerra

Assistenza ai combattenti e ospedali di guerra

Scheda

Il servizio di assistenza ai combattenti che rientrano dal fronte è organizzato tra il luglio 1915 e la fine del 1918 dal Comune in collaborazione con le autorità militari, il corpo dei pompieri (potenziato con soldati automobilisti e della Sanità militare) e la Croce Rossa. I treni-ospedale sostano nello scalo della Grande Velocità, a ponente della stazione. I soldati feriti in transito ricevono pasti caldi distribuiti dalla locale Camera del Lavoro. Quelli bisognosi di cure sono accolti nella infermeria ricavata in un magazzino ferroviario e poi dirottati nei vari ospedali cittadini.

Alcune vetture tramviarie, modificate con barelle di ferro e tela, sono riservate al trasporto dei feriti. Per non fare interferire il traffico militare con quello civile, sono stati posati nuovi binari tra la stazione e lo scalo della Grande Velocità, lungo il viale Pietramellara. Oltre al potenziamento di quelli esistenti, altri ospedali di riserva sono allestiti in edifici comunali, demaniali o requisiti ai privati, come le scuole De Amicis, Pascoli, Berti, Masi, gli istituti S. Leonardo, Primodì, S. Anna, Misericordia, il liceo Minghetti, varie cliniche universitarie, la casa di cura Nigrisoli, il Seminario, l'ospedale Rizzoli e la sede della Croce Rossa in via Milazzo. Nel solo 1916 saranno 62.616 i militari infermi assistiti dai pompieri bolognesi.

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La Città Rossa nella Grande Guerra
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La storia di Bologna durante il primo conflitto mondiale raccontata nel video di Alessandro Cavazza e Lorenzo K. Stanzani. A cura del Comitato di Bologna dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Museo Civico del Risorgimento di Bologna, Cineteca del Friuli, Fondazione del Monte, Istituto Ortopedico Rizzoli.

Invalidi e mutilati di guerra
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Bologna, durante la Grande Guerra è un grande polo ospedaliero che accoglie i feriti ed i mutilati di guerra.

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Donne nella Guerra (Le)
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Testo tratto da: Gida Rossi, Da ieri a oggi: (le memorie di una vecchia zitella), Cappelli, Bologna, 1934. Trascrizione a cura di Lorena Barchetti